2020: nuove abitudini e nuove routine – lavoro e studio da casa (ovvero: come crearsi la postazione di lavoro perfetta)

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Quando parliamo di lavoro e studio da casa non intendiamo allestire un ufficio professionale tra le mura domestiche ma organizzare una postazione ben accessoriata, a nostra misura e con tutti i comfort.

Necessità o scelta, lo smart working, ci costringe a ripensare il nostro approccio al lavoro ma anche gli spazi e le relazioni tra essi e il resto degli ambienti. In effetti la declinazione di smart working, che si è diffusa negli ultimi mesi, è più legata agli ambienti domestici che al mondo dell’ufficio. In particolare il significato di smart working non è solo inteso (come in origine) quale approccio “intelligente” per gestire il lavoro in ufficio – sfruttando al meglio e al massimo risorse e Personale moltiplicandone i benefici in termini di risultati – ma lo spazio da dedicare al lavoro a distanza (quindi fuori dall’ufficio).

Pensare al concetto di “lavoro svolto da remoto“ evoca in noi l’esecuzione di un’attività precaria e disorientante perché convinti, inconsciamente, che sia priva di un luogo dedicato al suo svolgimento. In casa questa sgradevole sensazione può essere tranquillamente evitata perché, facendo di necessità virtù, possiamo dedicare un angolo del tavolo da pranzo, una parte del divano, dell’isola per la colazione oppure, organizzarci meglio, riservando una zona del living o, per i più fortunati, uno studiolo dove svolgere la nostra attività. Che si tratti della prima o della seconda soluzione ciò che davvero è importante è riuscire a rispettare dei concetti di base che ci aiuteranno al meglio in questa nuova avventura.

Bisogna tenere conto che la nostra produttività dipende molto da come ci organizziamo (non dimentichiamo che in casa è facile distrarsi) e da quante pause facciamo (è altrettanto facile farsi prendere dal lavoro e dimenticarsi di sé stessi). A mio avviso, l’aspetto principale da considerare, per affrontare al meglio le nostre giornate, è sicuramente quello di riuscire a “dividere” le ore lavorative da quelle della vita privata e domestica; per raggiungere questo obiettivo si possono avere due casi:

  • una stanza dedicata (o uno spazio ampio);
  • un piccolo angolo della casa (o uno spazio minimo “adattato”).

Nel primo caso si è avvantaggiati perché è possibile fare telefonate e videocall senza essere disturbati (ad esempio da altri ospiti in casa, bambini, ecc.). Inoltre, è più semplice organizzare gli spazi e il flusso di lavoro ne giova di più. Diversamente, nel secondo caso, si è costretti ad adottare soluzioni più creative ma che possono risultare lo stesso delle ottime alternative. Puntiamo, quindi, ad allestire una zona (sia essa aperta o all’interno di una stanza) che ci faccia star bene e non induca tensione, in modo da poter svolgere al meglio il nostro lavoro e in questo anche le cromie delle pareti (cfr. i precedenti articoli dedicati ai colori) possono ostacolare o facilitare la concentrazione e il “workflow”.

L’atmosfera che creiamo è molto importante per raggiungere l’obiettivo e per farlo abbiamo bisogno di mettere in pratica alcuni accorgimenti come: inserire qualche pianta, disporre di una doppia illuminazione (una diffusa e una diretta) e avere tutto a portata di mano. Allestire la nostra postazione non significa, infatti, avere una scrivania sommersa dai documenti e dalla cancelleria, ma fare in modo che le nostre ore di lavoro siano il più proficue possibile. Avere una pianta nei pressi della nostra postazione di lavoro ci aiuta e rilassare il nostro stato d’animo e a creare un punto focale diverso dove guardare per far riposare la vista; oltre che disporre di un naturale purificatore d’aria (vi suggerisco di leggere il prossimo articolo dedicato alle “migliori piante da interni” per avere qualche dritta sulle quelle più adatte a ogni ambiente).

Come accennato, anche l’illuminazione è molto importante per il nostro benessere, ma bisogna considerare che disporre di una singola fonte non è sufficiente (soprattutto se arriva da una finestra in lontananza) e che, per ottenere il risultato più confortevole, è meglio dotarsi di una doppia illuminazione: una diffusa (un corpo illuminante a sospensione o una fonte di luce esterna) e una puntuale (con una luce dedicata sulla postazione); in questo modo avremo sul piano di lavoro, il giusto livello d’illuminamento che (cfr. le disposizioni INAIL e la normativa di riferimento: UNI EN 12464-1) non dovrebbe essere inferiore a 500 lux e quindi il minor affaticamento visivo. Avere tutto a portata di mano significa ovviamente poter disporre del necessario nelle immediate vicinanze (stampante, scanner, telefono, cancelleria, ecc.), ma ricordiamoci che fare qualche passo non può che farci bene. Pongo, inoltre, un piccolo accento su un elemento che spesso viene trascurato e che diventa determinante per il nostro benessere e la produttività: una seduta ergonomica. Evito di annoiarvi sui principi che sono alla base di una buona seduta ergonomica, ma voglio concludere dicendovi che avere la giusta seduta ci evita molti problemi posturali e aiuta nella produttività.

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