2020: nuove abitudini e nuove routine – ingresso

GT/ AMBIENTI, DESIGN, DESIGNS FURNITURES, ERGONOMIA, I SEGNI DI POLLIONE, NOVITA’ DAL MONDO

Per quanto riguarda gli aspetti che ho precedentemente definito “Covid-proof”, un ragionamento particolare va dedicato all’ingresso delle nostre case, perché, a mio avviso, è uno spazio forse spesso sottovalutato ma che è portatore di molti significati non trascurabili. L’ingresso, infatti, non è semplicemente la porta di accesso per entrare in casa ma è: spazio intermedio, filtro, inizio, zona “franca” e confine. Di fatti l’ingresso è lo spazio intermedio tra la porta di accesso di un luogo e i suoi ambienti interni; è un ambiente ‘filtro’ che serve come locale di attesa e disimpegno rispetto agli spazi più interni e riservati di un luogo chiuso.

L’atto in sé di ‘varcare la soglia’ non solo permette di abbandonare una realtà per entrare in un’altra ma di fatto concede il tempo di prepararsi a una nuova “realtà”. L’ingresso è anche sinonimo di inizio, introduzione e passaggio da un luogo a un altro (non inteso come spazio “non luogo”, senza carattere o segni distintivi), ma ha soprattutto l’importante significato di “confine” e cioè di protezione tra questo e quello, tra il mondo esterno e quello interno tra la moltitudine di gente e i miei affetti più intimi. L’ingresso è il vero e proprio biglietto da visita dove si ha il tempo e lo “spazio” per lasciare un luogo e prepararsi a viverne un altro.

Negli ultimi tempi, sempre più tristemente segnati da un’emergenza sanitaria mondiale senza precedenti, l’ingresso è in un certo senso la nostra ultima difesa tra ciò che avviene fuori e le mura domestiche; è, infatti, il luogo ormai dove siamo abituati a eseguire una serie di azioni meccaniche (quando rientriamo in casa ma anche quando dal nostro nido affrontiamo il mondo esterno). Vestirsi non è ormai l’unica operazione che facciamo quando usciamo ma dobbiamo ricordarci la mascherina, i guanti, il gel disinfettante (da portare con noi) così da affrontare con maggior sicurezza ciò che ci aspetta fuori. Anche quando rientriamo abbiamo forse molte più cose da fare per non portarci in casa qualche spiacevole ricordino; e così dobbiamo toglierci le scarpe, guanti, mascherina e andare a lavarci le mani prima di compiere qualsiasi altra attività. Il tutto senza “contaminare” niente e anzi isolando il materiale usato che dovrà essere buttato oppure lavato.

Tutte queste operazioni potrebbero essere svolte al meglio se realizzassimo una sorta di bussola o se avessimo la possibilità di realizzare semplicemente un ingresso con doppia porta prima di essere introdotti negli ambienti interni della casa (molti ingressi sono già fatti così): un’area protetta (di circa due/tre metri quadri) allestita con un angolo dove riporre gli indumenti usati quando rientriamo (in attesa di essere lavati) ma anche dove prendere l’occorrente prima di uscire. Si tratta, in buona sostanza, di allestire meglio il nostro ingresso, magari con un piccolo mobiletto da dedicare alla raccolta (ad esempio di mascherine usate) e con un vano da dedicare a gel, mascherine nuove e un altro per riporre in modo isolato le scarpe. Piccoli accorgimenti che aumenterebbero la “protezione” di questo ambiente, meglio se riuscissimo a inserire una nuova porta per assicurarci che diventi una vera zona filtro.

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